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L'Appello di Guadalupe

 

PRESENTAZIONE

L’evento “The Guadalupan Appeal”, svoltosi a Città del Messico dal 27 al 31 ottobre 1999, ha inteso rispondere all’appello del Santo Padre che nell’Evangelium Vitae ha richiamato alla Chiesa e all’umanità l’impegno a favore della vita: “urgono una generale mobilitazione delle coscienze ed un comune sforzo etico per mettere in atto una grande strategia a favore della vita”. Dall’uscita dell’Enciclica, nel 1995, un grande impegno è stato profuso da molte istituzioni cattoliche nei diversi continenti, con varie ed importanti iniziative.

In questo solco si è collocato l’”Appello” di Guadalupe, con l’intenzione di richiamare tutti coloro che si dedicano, in ambiti diversi, alla cultura e alla difesa della vita, per riconoscere il ruolo attivo e fondamentale della Vergine Maria, definita da Giovanni Paolo II (ancora nell’E.V.) “incomparabile modello di accoglienza e di cura della vita”. Ci si è così incamminati verso Guadalupe, dove Maria nel XVI secolo apparve ad un indigeno vestita di sole e con un laccio sulla vita, simbolo, fra gli Aztechi, della gravidanza: a Guadalupe si è in un certo modo ripresentata l’immagine dell’Apocalisse: la Donna vestita di sole che, apparsa in cielo, difende il bambino che porta nel grembo.

Ecco dunque la prima finalità dell’evento: consacrare alla Vergine l’impegno comune nella difesa della vita, di fronte all’offensiva che, soprattutto in questo secolo, ha prodotto in tutto il mondo il più grande sterminio di vite umane nella storia.

Oltre a questo si è voluto fornire un contributo mirato per l’approfondimento e l’ampia diffusione degli aspetti scientifici ed etici che possono illuminare le coscienze su questa problematica. Questa la motivazione del Congresso Scientifico Internazionale che, promosso dall’Accademia Pontificia per la Vita, ha raccolto insigni accademici attorno al tema: “Dignità e statuto dell’embrione umano”.

Una terza motivazione, infine, ha animato i promotori dell’Appello: la necessità del rispetto delle spoglie mortali dei bambini non nati. Avviare la prassi del seppellimento degli embrioni e dei feti umani è infatti un atto di pietà dovuto ed un’intenzione non inedita nel Magistero ecclesiale, come afferma Donum Vitae: “I cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani” (parte I, n° 4).

Nella realizzazione e nello svolgimento di un simile evento religioso in molti sono intervenuti portando un arricchente ed insostituibile contributo; su tutti desideriamo qui ringraziare S.E. il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, per aver accordato gli auspici del Pontificio Consiglio per la famiglia ed essere personalmente intervenuto offrendo il contributo decisivo sul tema del rispetto delle spoglie mortali dei bambini non nati. Un grazie particolare è dovuto a S.E. il Cardinale Norberto Rivera Carrera, primate di Città del Messico, che ha accolto nella propria diocesi l’evento, del quale ha presieduto la solenne celebrazione conclusiva.

Can. Maurizio Gagliardini - Presidente del Comitato promotore


CONGRESSO: DIGNITA' E STATUTO DELL'EMBRIONE UMANO


L’Accademia Pontificia per la vita ha promosso, nel contesto dell’evento “The Guadalupan Appeal – per una cultura della vita” il Congresso scientifico su “Dignità e statuto dell’embrione umano”. Esso si è svolto presso la facoltà di Medicina dell’Università La Salle di Città del Messico, sede dell’Accademia Messicana di Bioetica, nei giorni 28 e 29 ottobre 1999.

Il Congresso ha inteso affrontare le tematiche inerenti all’embrione umano sotto diversi aspetti: lo statuto fisiologico, attraverso il contributo del prof. Roberto Colombo, lo statuto biologico e genetico, con la relazione della prof. Monica Lopez Barahona, lo statuto antropologico, a cura del prof. Ramon Lucas Lucas e lo statuto giuridico, grazie all’intervento della prof. Maria Dolores Vila-Coro.

Nell’ambito delle giornate di Congresso è stato dato spazio anche ad alcune tavole rotonde, nelle quali si è riflettuto sul problematico rapporto tra medicina ed embrione umano e sulle tematiche socio - legislative che interessano le situazioni della vita prenatale.

Alcune testimonianze di vita, qui riportate, hanno inoltre arricchito ed animato le dense giornate del Congresso.

Merita infine particolare attenzione il contributo del prof. Mons. Elio Sgreccia, Vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ha sintetizzato, nella tematica pregnante del rapporto che intercorre fra l’etica e l’embrione umano, gli aspetti salienti delle riflessioni elaborate. A lui, inoltre, va la nostra gratitudine per aver accolto ed incoraggiato il progetto “The Guadalupan Appeal”.


APPELLO DA GUADALUPE

Appello sottoscritto dai convenuti e proclamato dall’on. Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano, durante la Celebrazione conclusiva dell’evento.

Convenuti da molte nazioni a Guadalupe, dinanzi alla Madre di Dio, che ha voluto manifestarsi come donna in cinta, abbiamo chiesto a Lei aiuto per contemplare con lo sguardo della mente e del cuore ogni figlio nella fase più giovane della sua esistenza e per dare un contributo a quella “mobilitazione generale in vista di una nuova cultura della vita” che il Santo Padre dichiara “urgente”.

Lo sguardo della mente riconosce nell’embrione umano uno di noi, un essere umano personale, la cui differenza dai già nati consiste nell’essere il più bambino fra i bambini e il più povero fra i poveri.

Abbiamo collocato un tale atto di riconoscimento nel contesto del secolo che muore e nel terzo millennio che nasce. Nonostante la tragedia della guerra condotta in tutto il mondo contro la vita nascente, l’affermazione del diritto alla vita di ogni concepito ci è apparsa l’ultimo traguardo inevitabile di una storia che faticosamente ha costruito il principio di uguaglianza e con esso ha posto le premesse per liberare ogni categoria di esseri umani (schiavi, minoranze etniche, razziali e sociali, donne). Ora questo cammino è giunto all’ultima tappa di fronte alla categoria dei bambini non ancora nati. Affermarne e rispettarne la uguale dignità significa rinnovare l’intera società, consolidando e rendendo pienamente veri i concetti stessi di giustizia e diritto, democrazia e libertà, solidarietà e pace.

Nonostante ogni contraria apparenza segnali di questo cammino non mancano. Tale è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, le cui parole iniziali assicurano che “Il fondamento della libertà, della giustizia e della pace consiste nel riconoscimento della dignità di ogni essere appartenente alla famiglia umana e dei suoi uguali ed inalienabili diritti”. Di tale affermazione è concreta applicazione l’articolo 4 della Convenzione Panamericana di San José di Costa Rica che garantisce il diritto alla vita fin dal concepimento. Dall’America Latina deve dunque partire un forte appello per la vita di tutti i piccoli del mondo, in primo luogo gli embrioni umani, non solo in nome della fede, così teneramente sollecitata dalla Vergine di Guadalupe, ma anche in nome della ragione solennemente consacrata in atti di diritto internazionale.

Lo sguardo del cuore non si arrende di fronte alla dolorosa situazione presente, ma sospinge all’azione: tenace, paziente, alimentata dall’amore; un’azione che non si dirige contro le donne, ma che, anzi, si mette al loro fianco; un’azione che non si limita alle parole, pur necessarie, ma diviene concreta solidarietà e condivisione; un’azione che si sospinge in ogni direzione: educativa, assistenziale, culturale, legislativo, politica; un’azione che è coerente con la dignità umana dell’embrione in ogni aspetto e che perciò non solo cerca di garantirgli la vita, ma ne onora le spoglie anche dopo la morte. In tal senso l’impegno unitario e coordinato dalla comunità cristiana costituisce un segno profetico per l’intera società.

Nel porre ai piedi della Vergine di Guadalupe, la cui gravidanza ricorda la decisiva importanza del suo “sì” alla vita, questi propositi e questi appelli, lo sguardo del cuore invoca in primo luogo, la forza, il coraggio, la generosità, del “genio femminile”. Le donne devono assumere la testa della generale mobilitazione per una nuova cultura della vita. Ad esse, dunque, ci rivolgiamo in modo particolare. Giustamente esse, proprio nel secolo che si chiude, hanno camminato per liberarsi da situazioni di minorità e persino di servitù e oppressione. Giustamente esse chiedono uguaglianza e diritti: il fenomeno della liberazione femminile è grandioso, ma esso non può compiersi calpestando i figli e macchiando la strada di sangue. Ad esse chiediamo di camminare in prima fila verso orizzonti di più completa giustizia, ma non da sole: tenendosi per mano tutti i piccoli della terra a cominciare dai figli. E’ urgente un nuovo femminismo che, a partire dalla difesa del diritto dei concepiti, rinnovi l’intera società.

Ci rivolgiamo a tutte le donne, credenti e non credenti. Siamo certi che la Vergine di Guadalupe rivolge uno sguardo particolarmente tenero anche alle donne che hanno volontariamente abortito. Ella promette loro nuova giovinezza e inedita gioia se si riconcialiano con Dio e con il lor bambino che vive nell’Amore. Ella dice che l’impegno per la vita non può fare a meno neppure di loro. In compagnia di tutte le donne Ella vuole camminare alla testa del “popolo della vita”.


Messaggio dalla Santa Sede in occasione dell’evento
Stato della Città del Vaticano - telegramma

Il Santo Padre saluta con affetto gli organizzatori e quanti partecipano al “The Guadalupan Appeal” e li incoraggia ad impegnarsi affinché cresca la coscienza dei diritti e della dignità del nascituro che è amato da Dio fin dal primo momento del concepimento e ha diritto di nascere, di essere rispettato, accolto e amato. Elevando al Signore ferventi preghiere affinché conceda copiosi frutti ai lavori di questo incontro, Sua Santità li affida alla materna protezione di Nostra Signora di Guadalupe e imparte loro compiaciuto l’implorata benedizione apostolica.

Cardinale Angelo Sodano
Segretario di Stato di Sua SantitàMauro Zuccari Un appello per la Vita